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Friday, January 08, 2010

La Tirannide dei Vinti


Domenica 3 Gennaio 2010. Alle ore 19:00, come si conviene ad un maniaco dello sport americano nei mesi di autunno ed inverno, mi schiaffo davanti al computer e mi guardo le partite della NFL. Oggi è l'ultima giornata della regular season, e si stabiliscono le (12) squadre che potranno continuare a giocare per guadagnarsi l'anello al Superbowl. Prima della partita, gli occhi sono puntati sui vincitori dello scorso anno, i Pittsburgh Steelers, che quest'anno rischiano seriamente di uscire senza partecipare ai play-off. Nel frattempo, alla televisione seguo un interessante speciale su Rai Storia, in cui si illustrano le vicende delle Brigate Rosse genovesi a fine anni '70, e i tragici attentati che li hanno visti protagonisti, con un occhio di riguardo all'omicidio di Guido Rossa, operaio dell'Italsider, e sindacalista CGIL. Mentre distrattamente seguo l'alternarsi dei risultati dell'NFL (gli Steelers riescono a vincere una faticosissima partita contro i Dolphins, ma questo non impedirà la loro eliminazione dai play-off), a un certo punto, nella ricostruzione dell'omicidio di Guido  Rossa, viene intervistato, come persona testimone dell'epoca, un ex-brigatista, che, davanti ad una bellissima libreria di libri antichi in una casa borghese, afferma che, in fondo, l'omicidio di Rossa, non era voluto, ed era stato una scheggia "impazzita" fuoriuscita dalle BR ad ammazzarlo. Trattengo a stento un moto di rabbia, determinato dalle parole di questo intellettualoide chissà quanto  "pentito", chissà quanto "dissociato", e continuo a seguire lo speciale, peraltro particolarmente interessante. Finito lo speciale, (lo trovate qui, ma la parte sul brigatista sembra essere stata rimossa nella versione online) mi rimetto al computer, per venire a sapere cosa sia successo agli Steelers, ma all'inizio non trovo traccia di informazioni dirette che li riguardino. A quel punto, capisco che gli Steelers non sono passati, lo spazio è tutto per i "vincitori' del momento (i Ravens e i Jets), che strappano il biglietto per un pezzetto di sogno.

Ecco, queste due cose che sono successe, e che forse non hanno alcun elemento in comune, mi fanno però capire la differenza. Gli Stati Uniti sono uno schiacciasassi, e portano in palmo di mano qualunque vincitore, qualunque vittoria, rastrellando ogni brandello di "emotional story" per il vincitore (Lance Armstrong che vince e stravince dopo aver sconfitto il cancro, il soldato Ryan che riesce a ritornare a casa grazie all'eroico sacrificio dei suoi pari), ma sono altrettanto feroci nel dimenticare il vinto, la medaglia d'argento, il "loser" del momento, che ritorna nell'anonimato in un attimo, perché se la storia di un paese la fanno i vincitori, in US la cultura e la società stessa sono forgiate nel nome del winner del caso.
In Italia, invece, la cura dello sconfitto è, credo, immanente nella società. Questo credo sia un elemento importante, segno del progresso di un paese, che apre le braccia a chi non ce l'ha fatta, a chi ha avuto l'opportunità e non l'ha sfruttata, o non l'ha voluta sfruttare. Questa è una cosa che mi rende orgoglioso di essere italiano, e mostra la misura della capacità "inclusiva" di un paese. Però, è anche misura della sua limitatezza, perché stare dalla parte dei vinti non può essere lo "scurdammoce 'o ppassat" di partenopea tradizione. È solo ricordandosi il passato, ricordandosi dove è la ragione e dove il torto, che il vinto può avere uno spazio, senza che la ragione ne possa essere influenzata. In certe situazioni, invece, l'Italia sembra dare la precedenza ai vinti, ai quali è spesso permesso riscrivere la storia con gli occhiali polarizzati della loro esperienza. Si sviluppa, essenzialmente, un criterio criterio del tipo: il vincitore ha già avuto il suo premio, al vinto il diritto della critica storica. Credo che questo, in alcuni casi, sia purtroppo avvenuto, e ha portato ad una sorta di tirannide dei vinti, nella quale la verità è annacquata dall'esperienza del singolo, ed il vinto nasconde la ragione.


Tuesday, January 06, 2009

...e buonanotte alla digital inclusion...


Fino ad oggi non avevo mai capito per quale motivo gli hot spot in Italia sono cosi' poco distribuiti. In tanti altri paesi, entri in un pub/bar/libreria/cafe', e con ogni probabilita' hai accessso gratuito alla rete con il tuo laptop: l'esercente ti offre l'accesso al servizio gratuitamente, anche perche' sa che con una bella connessione al web, tu rimarrai piu' tempo da lui, e probabilmente ti comprerai un croissant in piu', o un altro cappuccino. In Italia no, e non me ne facevo capace: poi ho letto questo. E', credo, il quarto anno consecutivo, che, per un esercente pubblico, e' d'obbligo
1. registrarsi presso la Questura, ma soprattutto
2. tenere un registro dei dati dei propri clienti o soci che si connettono a internet, ed inoltre,
3. identificazione certa degli utenti della propria rete (tramite carta d'identità o numero di cellulare)

Be', questo mi sembra andare proprio nella direzione opposta alle promesse di superamento del digital divide...

Sunday, October 26, 2008

Non arrestarli, ma picchiarli...

Lui è stato Presidente della Repubblica:


Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E' dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».


Andrea Cangini Francesco Cossiga
Quotidiano nazionale, 2008

Tuesday, May 20, 2008

Fourth estates: just close to a breath-taking sea view...




I am not a Sardinia resident, so I do not honestly know how Renato Soru is behaving as a Governor of that region, within a centre-left coalition. I personally think he's a very good manager, he's the owner of Tiscali group, one of the very few ICT international companies based in Italy. It looks like he's just bought l'Unità, the once communist-alleged newspaper in Italy. Owner of both a telecommunication company and a big newspaper, and governor of a region pretty much as big as e.g. Massachusetts... Have ever heard of the term "conflict of interest"? Or does it only rhyme with Mr. Unfit?

Thursday, January 17, 2008

Sapienza/Knowledge


It turned out that the pope has decided not to give the speech at the Sapienza University in Rome, after the protests a bunch of professors (namely, 63 out of approx. thirty-five hundreds) angry at one of his speeches in the nineties, when he apparently said that the roman catholic church at Galileo's age was more rational than Galileo himself, set a fire within the students community.
I will leave my thoughts on the so-called "bad teachers"/"cattivi maestri" apart. At the same time, I am gonna attach a new testament abstract, i think it would fit to the 63...



From the Letter of James

Not many of you should become teachers, my brothers, for you realize that we will be judged more strictly, for we all fall short in many respects. If anyone does not fall short in speech, he is a perfect man, able to bridle his whole body also. If we put bits into the mouths of horses to make them obey us, we also guide their whole bodies. It is the same with ships: even though they are so large and driven by fierce winds, they are steered by a very small rudder wherever the pilot's inclination wishes. In the same way the tongue is a small member and yet has great pretensions. Consider how small a fire can set a huge forest ablaze. The tongue is also a fire. … With it we bless the Lord and Father, and with it we curse human beings who are made in the likeness of God. From the same mouth come blessing and cursing. … And the fruit of righteousness is sown in peace for those who cultivate peace.

Sunday, October 21, 2007

Rome is blushing...


... and, to be honest, the effect is not that bad...
I definitely like this neo-futurist action, moreover since marbles can't be put in danger by aniline...
Not sure if there's another FTM out there in 2007, but anyway, it was a nice try...

Tuesday, July 11, 2006

Campioni del mondo!!



Questa e' in italiano!
Che spettacolo, c'e' poco da dire...
Un abbraccio a tutti, qui come si e' festeggiato anche a North End...

Tuesday, May 16, 2006

Anchiano (and surroundings)...


...it's a quiet village in the nearbies of Firenze, where the first pioneer bioengineeer was born. I definitely do think that the majority of Anchiano's (or Vinci's) catholics are somewhat indifferent with what has been distorted in Brown's Da Vinci Code. I'm catholic and I should be among the ones offended by it, and i'm not: after all, when seeing a movie/reading a book, do i have to waste time reckoning whether is real?

Wednesday, May 10, 2006

White Beards and hair


Italy's now got a new president, whose name is Napolitano, a green-line guy born in the 20's. I'm personally quite accustomed to white hair and beards ;-)...
but, dear oldish italy, do we really dare to grow older with you?