Saturday, April 04, 2015

Dov'è l'oste?

[AVVERTENZA: questo è un post un po’ con i capelli bianchi, un po’ “ai miei tempi”, e non parla necessariamente di sport; gli ayatollah del nuovismo possono subito passare oltre]

Niente, poi arriva pasquetta, e si cerca un posto dove andare a mangiare: Oltre, Gusto, Dolce, Lievito, Rosti, …
Ecco, mi  sono reso conto solo ora di un cambio impressionante degli ultimi venti anni: i ristoranti non hanno più nomi di persona. Prima c’era Gnegno, Edmondo, Dino e Tony, la Sora Lella. Insomma, un nome  proprio, che ti ricordava che c’era un oste, una persona che apriva la sua cucina agli altri, a cui ti sentivi chissà perché in diritto di dare del tu, che mandavi a quel paese se non t’aveva fatto mangiare bene, e che però ricordavi come un amico noto agli amici per consigliare un posto dove si mangiava bene.
Ora no, ora comanda la sensazione eterea del concept, quasi come se un posto non debba appartenere, ma solo essere sentito, nemmeno toccato. E se ti viene da consigliarlo ad altri, questo diventa quasi impersonale, quasi slegato al vissuto, perfetto per il tripadvisor.
A proposito, tra i primi 600 ristoranti di tripadvisor (ordinati per recensione), il numero di quelli che sono riconducibili al nome di un oste è inferiore ai trenta...