Saturday, April 04, 2015

Dov'è l'oste?

[AVVERTENZA: questo è un post un po’ con i capelli bianchi, un po’ “ai miei tempi”, e non parla necessariamente di sport; gli ayatollah del nuovismo possono subito passare oltre]

Niente, poi arriva pasquetta, e si cerca un posto dove andare a mangiare: Oltre, Gusto, Dolce, Lievito, Rosti, …
Ecco, mi  sono reso conto solo ora di un cambio impressionante degli ultimi venti anni: i ristoranti non hanno più nomi di persona. Prima c’era Gnegno, Edmondo, Dino e Tony, la Sora Lella. Insomma, un nome  proprio, che ti ricordava che c’era un oste, una persona che apriva la sua cucina agli altri, a cui ti sentivi chissà perché in diritto di dare del tu, che mandavi a quel paese se non t’aveva fatto mangiare bene, e che però ricordavi come un amico noto agli amici per consigliare un posto dove si mangiava bene.
Ora no, ora comanda la sensazione eterea del concept, quasi come se un posto non debba appartenere, ma solo essere sentito, nemmeno toccato. E se ti viene da consigliarlo ad altri, questo diventa quasi impersonale, quasi slegato al vissuto, perfetto per il tripadvisor.
A proposito, tra i primi 600 ristoranti di tripadvisor (ordinati per recensione), il numero di quelli che sono riconducibili al nome di un oste è inferiore ai trenta...

Monday, March 16, 2015

Il Palermo primo in classifica! (se solo le partite finissero al ventiseiesimo…).

Non solo, ma il Milan avrebbe un campionato da champions league piena se il triplice arrivasse al trentesimo. E quanto faticherebbe la Sampdoria, invece, a restare in serie A.
Sì, proprio questo quello che ci troveremmo di fronte, se prendessimo i 90 minuti delle partite, e ne tagliassimo una fetta. Dal fischio iniziale, fino al minuto che vogliamo noi. Attenzione, non si tratta di vedere distribuiti i goal delle singole squadre, ma solo quelli che determinano una variazione della distribuzione dei punti tra le 2 squadre. Cosa cambierebbe?
Be’, al vertice, quasi nulla, perché la Juve mostra di costruire il suo vantaggio con regolarità fino al cinquantesimo, e non molte volte le è stato necessario impegnarsi nella fase finale delle partite (è questa, forse, una inversione di tendenza rispetto alla squadra di Conte, che costruiva punti con più regolarità nella seconda parte di gara).
L’animazione mostra, inoltre, che la Roma è un po’ tardona, e costruisce punti con regolarità lungo la durata degli incontri. E la Lazio sembra prediligere con chiarezza i venti-venticinque minuti a cavallo dell’intervallo, come fa in parte la stessa Sampdoria. Il Sassuolo esplode nel secondo tempo, ma perde molto proprio nel recupero, dilapidando buona parte del tesoretto costruito.
In coda? Be’, il Parma, probabilmente anche a causa delegate questioni societarie, all’inizio del secondo tempo sarebbe già lontana dalla penultima, mentre regge più di un tempo il Cagliari.

Altre curiosità: quale la squadra che più spesso ha visto le proprie partite cambiare segno in schedina? Il Genoa, seguito da Milan e Napoli. Tra le più “noiose” , oltre a Chievo ed Empoli, la Samp e il Toro (alla faccia di presidenti cinematografici, e vecchi cuori…)